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lunedì 5 aprile 2021

Mai più


Mai più mi adattero', mai più soffochero' la mia natura autentica per compiacere chi ho accanto, mai più nascondero' le mie passioni perché non sono comprese da chi dice di amarmi. Mai più. 

Se ripenso al mio passato, alla moglie che sono stata, rivedo un'ombra che non ha saputo rivendicare la posizione che voleva occupare, lo spazio che desiderava per se. 

E se fino a ieri accusavo chi mi stava accanto, oggi punto il dito contro me stessa. É stata mia la responsabilità,  solo mia... per non aver creduto abbastanza nelle mie idee, per non aver fatto valere il diritto ad esprimere la mia natura più vera, per aver legato al palo della razionale ragione la mia bambina che voleva invece ancora giocare, e ballare, e cantare. 

Oggi, che apro il cuore e ascolto l'Anima, so che mai più permettero' che questo accada.

E se mai avrò ancora un compagno accanto, non smetterò di affermare ciò che sono e che sento. Anzi, lo sarò ancora di più. 

Che cosa é Amore se non uno spazio di libertà di espressione, di libertà di essere? Si ama quando ci si lascia liberi di esaltare i propri talenti, le proprie voglie, le passioni più profonde. Non è Amore se ci sono espressioni come DEVI o NON DEVI, FAI COME DICO IO,  MI DEVI OBBEDIRE. Sembra una frase ovvia ma non lo è: accade ogni giorno che ciò che viene definito amore è invece gabbia e prigione, imposizione e obbligo. 

Alla lunga, questo falso amore distrugge e soffoca il nostro fuoco, abbatte l'autostima, offusca i desideri, ammazza le passioni... e ti ritrovi come un'ombra, che vaga in una vita che ha perso ogni senso e colore.

Ma se questo ci accade, la responsabilità è solo nostra. 

Amarsi significa permettere alla propria natura di esprimersi, al proprio cuore di aprirsi alla vita e alla propria anima di parlare con chiarezza. Amare significa permettere all'altro di amarsi.

Il resto è aria e polvere. 


Francesca Pittoni

lunedì 5 ottobre 2020

Piccolo raccolto

 

Oggi ho raccolto le mele e le noci del mio piccolo frutteto. Mele rosse, più aspre e più farinose, e mele gialle, dalla buccia rugginosa ma straordinariamente dolci, succose e croccanti. 

Le noci provengono da un giovane albero trapiantato dal mio ex marito nove anni fa e che quest'anno, per la prima volta, ha prodotto una discreta quantità di frutti. Metterò da parte le noci più belle per lui, credo sia giusto.

Ho compiuto lentamente e in silenzio i gesti della raccolta: le noci da terra, rannicchiata sul prato, con le mani tra l'erba e i gusci marci e anneriti del mallo e le mele dai rami, allungandomi più che potevo, protendendomi al limite del possibile oppure semplicemente allungando la mano senza sforzo per accogliere il dono prezioso della Natura generosa e materna. 

Non è molto: tre cassette di mele e 1 chilo e mezzo di noci ma oggi ho ricevuto dei doni meravigliosi che mi riempiono il cuore di gioia e gratitudine.

Ho lasciato sui rami le mele più piccole o quelle che non riuscivo a raggiungere perché la Natura da, ma anche chiede... chiede che non si sia egoisti, che si lasci qualcosa per insetti e uccelli e per nutrire la terra quando la frutta marcira' ai piedi della pianta. 

E così tutto resta in equilibrio, come la mia vita che ultimamente, più che mai, procede ai ritmi delle stagioni. 

Un abbraccio

Francesca